Come sono belli questi petali di rose sulla neve, sembrano quasi macchie di sangue sulla tovaglia. Ma non bisogna cercare simboli dappertutto, la vita diventerebbe impossibile. Forse è meglio dire che queste macchie di sangue sono belle come petali di rose.

Carmelo Bene, Salomè, 1972.

Alessandro Di Massimo vive e lavora ad Edimburgo. Il suo lavoro si sviluppa in diverse forme come installazione, disegno, pittura murale, scultura e video, focalizzandosi su tematiche come la vita quotidiana, conflitti politici, comportamenti e relazioni personali. Per affrontare queste tematiche Alessandro si concentra sulla decostruzione dell’iconografia e dell’immaginario collettivo, utilizzandola come una forma di critica e di analisi.

Di Massimo utilizza canzoni, film, bandiere, mappe, storia dell’arte e archivi storici come materiali di base per il suo lavoro, con l’intento di esporre i difetti dei costrutti sociali e di generare riflessione sull’influenza che le immagini comuni, i simboli e l’iconografia hanno sul contemporaneo.

Le immagini giocano un ruolo cruciale nella società odierna, basti pensare all’impatto comunicativo che hanno nell’informazione oppure nella pubblicità. Nonostante questo, e dato il flusso interminabile a cui siamo esposti quotidianamente, gran parte delle narrazioni che le imagini contengono rimangono inosservate. Di Massimo definisce il suo lavoro come “un’intrusione” in questo processo comunicativo. Queste immagini, divenute un simulacro di loro stesse, possono ancora dirci qualcosa? C’è ancora qualcosa che possiamo dire a proposito di queste immagini?

Alessandro Di Massimo ha studiato Scenografia all’Accademia Di Belle Arti di Roma. I suoi lavori sono stati esposti in Italia, Regno Unito, Polonia, Spagna e in altri paesi Europei. Mostre recenti includono: The Rise and Fall of Your Chosen Empire presso Ltd Ink Corporation, Edimburgo (personale), Acies presso The Number Shop, Edimburgo (personale), Refraction presso 24hourswindow parte di Glasgow International, Whole World Working (W.W.W.) presso Collective Gallery, Edimburgo.